Programma GOL: le novità dei servizi di politica attiva del lavoro

GOL, “Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori”, il programma introdotto nel PNRR per provare a rilanciare l’occupazione in Italia e combattere la disoccupazione, e che prevede una serie di misure per il reinserimento lavorativo dei disoccupati, dei percettori di indennità o Reddito di Cittadinanza, dei lavoratori in cassa integrazione, dei disabili, delle donne, dei giovani Neet e degli over 50, ridisegna di fatto il quadro operativo dei servizi di politica attiva del lavoro.

Una delle novità principali riguarda la “profilazione quantitativa”, il nuovo sistema consente agli operatori dei centri per l’impiego di valutare il livello di occupabilità degli utenti, sfruttando pienamente gli archivi di dati amministrativi, da un lato alimentati dalla persona stessa all’atto della registrazione quale disoccupata (Did), dall’altro comunicati dal datore di lavoro all’atto dell’attivazione o della cessazione di un posto di lavoro.
In tal modo è stimabile la probabilità di trovare occupazione entro una certa data, ed è quindi possibile definire più efficacemente, al fine della personalizzazione degli interventi, la distanza dal mercato del lavoro.
Con una valutazione professionale, la stipula del patto di servizio si orienterà verso uno dei percorsi previsti dal programma Gol, a seconda della distanza dal mercato del lavoro:

    • i profili con fabbisogno di adeguamento delle competenze seguiranno un percorso di aggiornamento ‘upskilling’, ovvero degli interventi formativi di breve durata e dal contenuto professionalizzante;
      • profili con alta occupabilità e in possesso delle competenze già richieste dal mercato, che seguiranno un percorso lineare di reinserimento lavorativo;
    • profili con fabbisogno di nuove competenze seguiranno un percorso di riqualificazione ‘reskilling’, ovvero una cospicua e intensa attività formativa della durata anche di 300 ore;
    • i profili con bassa occupabilità seguiranno un percorso di lavoro e inclusione. Funzioneranno con l’attivazione di una collaborazione con la rete dei servizi territoriali (educativi, sociali, sanitari, di conciliazione).
    • coloro che si trovano fuori dal mercato del lavoro a causa di specifiche crisi aziendali, seguiranno un percorso di ricollocazione collettiva.

Al centro e trasversale a ogni profilo resta la formazione, in attesa che la misura venga attivata anche in Lombardia.

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